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Bolzano
15 agosto | 10:49

Perdite tra il metro e mezzo e i due metri sulle lingue, è allarme per i ghiacciai in Alto Adige (FOTO): "Già raggiunto il Glacier Loss Day, condizioni gravi"

Sul ghiacciaio di Malavalle in Val Ridanna, sulla Vedretta Lunga in Val Martello e sulla Vedretta occidentale di Ries a Riva di Tures circa il 50% della superficie glaciale è priva di neve, e anche a quote più elevate le riserve di neve invernale sono modeste

Perdite tra il metro e mezzo e i due metri sulle lingue, è allarme per i ghiacciai in Alto Adige

BOLZANO. “I nostri ghiacciai hanno già raggiunto il Glacier Loss Day (Giorno della perdita del ghiacciaio) di quest’anno”. A dirlo sono gli esperti che nei giorni scorsi hanno effettuato i primi sopralluoghi estivi sui ghiacciai dell’Alto Adige per l’elaborazione del consueto bilancio di massa, ovvero la differenza tra l’incremento di massa (accumulo) e le perdite per ablazione (fusione di neve e ghiaccio).

 

“In occasione dei nostri sopralluoghi osserviamo e documentiamo i cambiamenti geomorfologici in alta montagna, controlliamo e approfondiamo le paline ablatometriche e provvediamo alla manutenzione e alla taratura delle stazioni idrometriche sui torrenti glaciali”, spiega Roberto Dinale, direttore dell'ufficio provinciale idrologia e dighe. 


“Abbiamo potuto constatare che la situazione dei ghiacciai è simile in tutte le zone della provincia. Sul ghiacciaio di Malavalle in Val Ridanna, sulla Vedretta Lunga in Val Martello e sulla Vedretta occidentale di Ries a Riva di Tures circa il 50% della superficie glaciale è priva di neve, e anche a quote più elevate le riserve di neve invernale sono modeste.

 

L'aver raggiunto il Glacier Loss Day (Giorno della perdita del ghiacciaio) di quest’anno si intende il momento in cui la massa nevosa accumulata durante l’inverno si esaurisce e il bilancio annuale inizia ad andare in negativo. Il Glacier Loss Day è pertanto un importante indicatore delle condizioni di un ghiacciaio.


“Le lingue dei ghiacciai hanno registrato una perdita variabile tra il metro e mezzo e i due metri di ghiaccio”, riferisce Dinale. “Oltre i 3000 metri di quota c’è ancora un po’ di neve stagionale, tuttavia, con lo zero termico al di sopra dei 4000 metri e temperature notturne superiori allo zero, durante il giorno si sciolgono circa 10 centimetri di neve e 5 centimetri di ghiaccio, per cui la situazione è in rapido peggioramento. Il fenomeno è particolare evidente in quelle zone in cui la superficie del ghiacciaio è ricoperta da strati di detriti, polveri sottili o sabbia sahariana e che assorbono ancora più energia rispetto a un ghiacciaio non ricoperto da questi elementi”.

 

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